Autocuriamoci con un esercizio di compassione
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Buongiorno ragazzi e bentrovati da Elena Leoni.
Oggi vediamo come diventare più forti e imparare ad autocurarci attingendo all'intelligenza del cuore.
Abbiamo detto che il cuore ha una sua intelligenza - potendo contare su quarantamila neuriti che pensano, ragionano, ricordano come il cervello - e che manda delle informazioni al cervello. Quando noi abbiamo pensieri negativi, il cuore manda un segnale confuso, incoerente, al cervello e il cervello allora rilascia la chimica dello stress: sostanze come il cortisolo, l'adrenalina che vanno bene per un periodo di tempo limitato - quando per esempio dobbiamo reagire a un vero pericolo e allora abbiamo bisogno che il cervello sviluppi proprio queste sostanze - ma che nel lungo periodo ci fanno ammalare perché il sistema immunitario si indebolisce e noi viviamo in un continuo stato di allerta. Ci sono persone che vivono sempre così e sono le persone poi più vulnerabili, più deboli rispetto alle difficoltà della vita: se per esempio c'è nei paraggi qualcuno con un raffreddore loro se lo prendono, oppure sono sempre pessimiste, acquisiscono pian piano un aspetto più vecchio, insomma dimostrano più anni della loro età. Quando invece noi vibriamo alto, facciamo pensieri alti, magari ripetiamo anche affermazioni positive, potenzianti, non assumiamo un atteggiamento da vittime, siamo insomma in una condizione di bellezza, mandiamo al cervello un segnale coerente e quindi il cervello produrrà sostanze che ci aiutano a diventare più resilienti.
Adesso facciamo un esercizio di compassione: chiudiamo gli occhi, inspiriamo per cinque secondi ed espiriamo per sei, quindi rallentiamo il respiro ed evochiamo un'emozione, un sentimento buono, di gratitudine, di compassione, di cura, di tenerezza. Possiamo pensare a un nostro caro che amiamo, a un bambino, a una persona che ci ha intenerito, a un animale. Dobbiamo evocare un pensiero, un'emozione buona. Anche soltanto la parola "gratitudine", "compassione", scatena il segnale al cervello perché ci attiva le frequenze a 0,1 Hertz che sono delle frequenze in cui il cuore si allinea con il cervello e quindi noi in questo stato, in questa condizione, chiudendo gli occhi, portando l'attenzione sul cuore, evocando un evento della nostra vita che ci ha dato tenerezza raggiungeremo un livello di consapevolezza molto elevato. Chi medita per ore, per esempio i monaci buddisti, arriva a fare addirittura sei respiri al minuto il che vuol dire attingere al subconscio quindi andare molto in profondità dentro di noi. E Gregg Braden, che ci trasferisce questa bella meditazione che si chiama di ‘coerenza cuore cervello’, ci dice che noi in questo stato possiamo addirittura guarire i filamenti rotti del DNA, possiamo rigenerare il DNA del nostro corpo. Quindi capite come aumenteremo la resilienza, aumenteremo la forza e ci potremo veramente autocurare con questi esercizi di ‘coerenza cuore cervello’, andando dentro di noi, evocando un sentimento buono di compassione, di tenerezza e portando al cervello questa informazione.
È un modo per star bene, per diventare più forti.
Quindi, forza ragazzi, svegliamoci!







