Distinguere il dolore dalla sofferenza inutile
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Buongiorno amici, siete con Elena Leoni e oggi voglio dirvi questo: lo spunto me lo ha dato una mia amica che mi ha detto che sta soffrendo tanto.
Al che io le ho detto: "Ilaria, attenzione, distinguiamo il dolore dalla sofferenza!"
Il dolore è qualcosa a cui noi non ci possiamo sottrarre; per esempio, ci schiacciano un dito, è chiaro che sentiamo dolore, oppure ci bruciamo con un accendino e sentiremo dolore.
Altro è la sofferenza che è invece una forma di attaccamento al dolore, un modo quasi di crogiolarsi nel dolore, perché sto soffrendo, perché sento dolore. Quindi la sofferenza è un surplus, un qualcosa di assolutamente inutile di cui noi ci possiamo e ci dobbiamo liberare perché, ragazzi, quando ci accade qualcosa di brutto nella vita va bene provare dolore ma per un tempo limitato, dopodiché tutta quella sovrastruttura creata dalla mente per farci stare nel basso, nei pensieri bassi, noi la dobbiamo rifiutare e dobbiamo con coraggio, con dignità, sbarazzarci di questa sofferenza inutile, stare con il nostro dolore, nel nostro interno, dignitosamente, in silenzio, senza parlarne al mondo urbi et orbi, tenendocelo per noi.
Oggi c’è questa moda di pubblicare sui social tutto, qualunque cosa facciamo, qualunque emozione proviamo e invece il dolore va gestito come qualunque altra cosa con pudore nel nostro interno.
Quindi ci sentiamo il nostro dolore e una volta che lo abbiamo sentito tutto ringraziamo l’Universo e andiamo avanti, ringraziamo perché il dolore è benefico, ci serve a spezzare, a distruggere, a far cadere tutta quella corazza di ego, di vanità, l’immagine che noi abbiamo di noi stessi, quello che noi crediamo di essere e che invece non siamo.
Nel momento in cui noi capiamo che c’è una sovrastruttura - che peraltro ci impedisce di accedere davvero all’amore puro, alla coscienza, al cuore che stanno dentro di noi - questa vanità, questo ego ci fa provare dolore perché ci fa sentire separati dagli altri.
Perdiamo una persona cara, ci separiamo, fallisce la nostra azienda? Va bene il dolore... ma per un tempo limitato, dopodiché ci rimbocchiamo le maniche con coraggio e andiamo avanti, aprendo il cuore, fidandoci di noi, fidandoci dell’Universo e ringraziando per questo evento apparentemente negativo perché soltanto passando attraverso il dolore noi ci potremo evolvere.
Chi ha tutto dalla vita o crede di avere tutto non si evolverà mai, ragazzi, rimarrà nella sua zona di comfort a dormire, a guardarsi il film il sabato sera sul divano mangiando patatine fritte, ok? E quindi non si evolverà.
Noi dobbiamo andare con coraggio verso la nostra evoluzione e se serve il dolore, va bene, purché non ci aggiungiamo sofferenza inutile.
Forza, ragazzi, svegliamoci!







